Scopri Casamassima

 

 

CENNI STORICI

Le origini del paese risalgono all’ VIII secolo, durante la dominazione longobarda. Il feudo ebbe origine sotto i Normanni, e il primo feudatario fu Guido da Venosa. Il nucleo abitato, nel 1195, fu concesso alla famiglia Massimi dall’imperatore Enrico VI, con l’obbligo per tale famiglia di cambiare il proprio cognome in quello di “Casamassima”. Federico II di Svevia, in seguito, tolse ai Casamassima il feudo, che tornò ai suoi legittimi proprietari grazie all’imperatore Corrado IV che, nel 1252, stazionava con le sue truppe nel largo di Padula. Questo evento è ricordato ogni anno dal Corteo Storico organizzato dalla Pro Loco.

 

Nel 1348 Casamassima subì il sacco delle truppe ungheresi, comandate da 

Filippo di Sulz. Per lunghi secoli il paese è stato alla mercé di vari feudatari che spadroneggiavano nelle nostre contrade, tra cui i Brienne, i d’Enghien, i Lussemburgo, gli Orsini e gli Acquaviva d’Aragona.

Nel 1608 fu comprata da Michele Vaaz, conte di Mola, poi passò ai De Ponte di Napoli, imparentati con Nicola Caracciolo di Vietri di Potenza, e da questi tenuta fino al 1806 quando, Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, abolisce la feudalità in tutto il Reame.

Nel XX secolo Casamassima è dominata dalla borghesia del paese arricchitasi grazie all’acquisto di beni ecclesiastici.

 

BORGO ANTICO – IL PAESE AZZURRO

Il Borgo Antico di Casamassima è di chiara impronta medievale e si è sviluppato nell’VIII sec. attorno ad una imponente dimora padronale detta “Castello” ed è attraversato da due assi principali nord-sud ed est-ovest. Esso è singolare e pittoresco con le suggestive viuzze fatte di “chianche” (basole in pietra), i chiassi (vicoli ciechi), le corti e le basse abitazioni un tempo tutte tinteggiate di azzurro del quale si conservano in più punti le tracce  secolari con una notevole stratificazione.

 

 

La storia di Casamassima è ricca di verità e leggende che si alternano nel corso dei secoli, ma la più affascinante è quella in cui ad un certo punto il Borgo Antico diventò azzurro.

Questo pare sia dovuto ad un voto fatto nel XVII sec. dall’allora signore di Casamassima, Michele Vaaz, alla Madonna di Costantinopoli che preservò il borgo dalla peste diffusa in tutto il territorio. Di qui l’ordinanza di dipingere il caseggiato a calce viva , aggiungendo il colore azzurro del manto della Madonna.

Negli anni ’60 il pittore milanese Vittorio Viviani rimase colpito da questo borgo singolare e immortalandolo nelle sue tele lo battezzò come il ‘Paese Azzurro’.

 

Partendo da piazza A. Moro, l’ingresso principale del centro storico è costituito da Porta Orologio. Realizzata nel 1841 su progetto dell’architetto A. M. Pesce, la sua immagine spesso viene adottata come simbolo del paese.

 

La Chiesa matrice fu edificata nel 1321, ma è stata più volte rimaneggiata. Gli ultimi lavori di restauro, nonché gli scavi archeologici effettuati nel 1996, hanno portato alla luce un fitto sepolcreto che sarà ammirato grazie a telecamere a circuito chiuso, mentre le camere sepolcrali sono visitabili. All’interno della chiesa, che è a tre navate, si può ammirare il grande Crocifisso in pietra sintetica dello scultore Adolfo Rollo, la preziosa scultura in pietra della Madonna delle Grazie attribuita a Stefano da Putignano (XVI sec.), nonché numerose tele di scuola napoletana.

 

 

Il monastero di Santa Chiara  il più rappresentativo ed imponente edificio del borgo antico.  Fondato nel 1573 da Antonio Acquaviva d’Aragona come orfanotrofio, nel 1660 fu trasformato in monastero di Clarisse. Dopo l’Unità d’Italia fu soppresso subendo negli anni numerosi cambi di destinazione d’uso. Attualmente il complesso è in fase di ristrutturazione per ricavarne un museo contadino e altri locali.

 

Al centro del borgo antico vi è un altro complesso bisognoso di restauro: il Palazzo Ducale, denominato “castello”. 

Dal  secolo XII è stato dimora dei feudatari. Sottoposto a numerosi rimaneggiamenti, interessante è il portale con bugnato alternato a punta di diamante d’ispirazione spagnola.

L’arco delle ombre prese tale nome quando il borgo antico era scarsamente illuminato e, coloro che vi transitavano di sera portavano un lume, per cui da lontano si aveva la sensazione di vedere fantasmi in movimento.

 

 

 

 

Il Convento delle Monacelle sorse dall’adattamento di un antico palazzo appartenuto alla famiglia De Bellis. L’ultimo proprietario, don Domenico Console, donò l’edificio all’Orfanotrofio dell’Addolorata, dove furono istruite ed educate tante fanciulle orfane. L’edificio ospitò pure uno dei primi Conservatori di musica della provincia di Bari ed un convento di Suore Oblate.
Attualmente, il complesso è un Centro Culturale, comprendente la Biblioteca Comunale e una piazzetta con gradinate, intitolata a don Domenico Console, antistante l'accesso su Via Roma e sede di eventi culturali all'aperto.

 

La Chiesa dell'Addolorata (Sacro Cuore), è annessa al cinquecentesco grande ex-complesso monastico delle Monacelle. Costruita nel 1800 da Domenico Console, fu sede di un conservatorio musicale di fama regionale diretto dalle Oblate dell'Addolorata, con l'ausilio di un maestro di musica. Nella parte posteriore di sopraeleva un bel campanile barocco con cuspide a cipolla, poggiato su un muro di sostegno, ben visibile da piazza Moro e da via Roma. 
​Oggi, con i suoi 50 posti, è un auditorium per raffinati eventi culturali.

 

Nel borgo antico è possibile pure visitare la cappella di San Michele, edificata nel 1658 da Donato Amenduni sui ruderi dell’antica cappella del Divino Amore.

 

 

ALTRI MONUMENTI E CHIESE

 

All’esterno del centro storico risulta interessante sotto l’aspetto architettonico Piazza Aldo Moro, con i suoi palazzi del ‘700 e dell’800, fra cui si distingue il Palazzo Natale, casa - museo che è possibile visitare contattando gli attuali proprietari: all’interno si possono ammirare arredi vari, oggetti artistici di pregevole fattura, nonché un’ampia raccolta di vasi appuli.

 

In Piazza Moro si trova anche il Monumento ai Caduti per la Patria, opera dello scultore De Bellis, con la statua bronzea raffigurante la Vittoria.

Sempre in piazza A. Moro si può visitare la chiesa del Purgatorio, costruita tra il 1722 e il 1758. Di stile tardo barocco, la chiesa è dotata di un ampio campanile. L’interno è a navata unica con cappelle laterali.

 

 

La chiesa di Santa Maria delle Grazie, in corso V. Emanuele, è annessa all’ex convento, ora sede d’ospedale. Chiesa tipica francescana, fu edificata nel 1575. Ad una navata con cappelle laterali ha il presbiterio sopraelevato rispetto al piano della navata. La cripta è pavimentata artisticamente con mattonelle maiolicate. Al suo interno si possono ammirare pregevoli dipinti risalenti al secolo XVII. Vi si trovano, tra l’altro, stemmi e sepolture di famiglie gentilizie.

 

 

 

 

Accanto al cimitero comunale è possibile visitare la chiesa di Santa Maria del Soccorso, detta anche di “Santa Lucia” poiché al suo interno vi si venera una grande statua in pietra della Santa. Fu edificata nel sec: XIII dai Monaci Basiliani, subendo negli anni numerosi rimaneggiamenti. La facciata si è, tra l’altro, arricchita di un protiro in gotico francese nonché di un piccolo campanile a vela. All’interno si può ammirare un pregevole affresco raffigurante la Madonna con Bambino.

 

Sulla via per Turi, a circa 2.500 metri, si trova la Badia di San Lorenzo, appartenente al capitolo di S. Nicola di Bari. Ex complesso monastico, è ubicata a ridosso della Lama San Giorgio. Negli ultimi anni è stata restaurata e recuperata al culto grazie alla locale sede dell’Archeoclub d’Italia. Tra l’altro, sono stati riportati all’antico splendore pregevoli affreschi risalenti approssimativamente al secolo XV. All’alba del 10 agosto, in ricorrenza della festività di San Lorenzo, i casamassimesi raggiungono la chiesa anche a piediper assistere ai riti sacri e per festeggiare, degustando prodotti tipici locali. 

 

 

Il territorio di Casamassima ospita il cimitero militare polacco “Korpusu”, a circa quattro chilometri a nord del paese, sulla via per Bari. In esso riposano le salme di 431 polacchi deceduti durante l’ultimo conflitto mondiale. Ogni anno, il 2 novembre, nel sacrario militare si svolge una suggestiva cerimonia di commemorazione alla presenza di varie autorità.

 

 

 

 

Il territorio di Casamassima è ricco di masserie e di chiesette rurali, testimonianza di fede e di civiltà contadina. Alcune ville ottocentesche arricchiscono ulteriormente l’agro del paese, che può vantare anche la presenza di due menhir. Scopri di più sul menhir, clicca qui!

 

 

 

Il centro residenziale “Barialto” è disseminato di ville dalle strutture architettoniche singolari, ideate da architetti famosi. L’ingresso monumentale è stato progettato da Aldo Rossi, figura di prestigio internazionale dell’architettura contemporanea.

 

PERCORSI NATURALISTICI

Per quanto attiene alla fascia pede-murgiana Casamassima è attraversata dalla Lama San Giorgio per la quale è stato già chiesto il riconoscimento di Parco Naturale per il bosco di “Marcedd” per la valorizzazione turistico-naturalistica del territorio. La lama S. Giorgio costituisce una vera micro regione ambientale nella quale sono presenti specie vegetali ed animali uniche al mondo ed a rischio di estinzione (orchidee, ecc.) e da tempo si svolge presso il territorio una ricerca  che ha portato alla costituzione di una importante collezione scientifica botanica.

 

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Contatti

 

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corso Vittorio Emanuele II, 43

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