La guida alla città

Borgo Antico - il Paese Azzurro

Il Borgo Antico di Casamassima è di chiara impronta medievale e si è sviluppato nell’VIII sec. attorno ad una imponente dimora padronale detta “Castello” ed è attraversato da due assi principali nord-sud ed est-ovest. Esso è singolare e pittoresco con le suggestive viuzze fatte di “chianche” (basole in pietra), i chiassi (vicoli ciechi), le corti e le basse abitazioni un tempo tutte tinteggiate di azzurro del quale si conservano in più punti le tracce secolari con una notevole stratificazione.

La storia di Casamassima è ricca di verità e leggende che si alternano nel corso dei secoli, ma la più affascinante è quella in cui ad un certo punto il Borgo Antico diventò azzurro. Questo pare sia dovuto ad un voto fatto nel XVII sec. dall’allora signore di Casamassima, Michele Vaaz, alla Madonna di Costantinopoli che preservò il borgo dalla peste diffusa in tutto il territorio. Di qui l’ordinanza di dipingere il caseggiato a calce viva , aggiungendo il colore azzurro del manto della Madonna.

Negli anni ’60 il pittore milanese Vittorio Viviani rimase colpito da questo borgo singolare e immortalandolo nelle sue tele lo battezzò come il ‘Paese Azzurro’.

Partendo da piazza A. Moro, l’ingresso principale del centro storico è costituito da Porta Orologio. Realizzata nel 1841 su progetto dell’architetto A. M. Pesce, la sua immagine spesso viene adottata come simbolo del paese.

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Chiesa di Santa Croce - "Matrice"

La Chiesa matrice fu edificata nel 1321, ma è stata più volte rimaneggiata. Gli ultimi lavori di restauro, nonché gli scavi archeologici effettuati nel 1996, hanno portato alla luce un fitto sepolcreto che sarà ammirato grazie a telecamere a circuito chiuso, mentre le camere sepolcrali sono visitabili. All’interno della chiesa, che è a tre navate, si può ammirare il grande Crocifisso in pietra sintetica dello scultore Adolfo Rollo, la preziosa scultura in pietra della Madonna delle Grazie attribuita a Stefano da Putignano (XVI sec.), nonché numerose tele di scuola napoletana.

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Monastero di Santa Chiara

Il monastero di Santa Chiara il più rappresentativo ed imponente edificio del borgo antico. Fondato nel 1573 da Antonio Acquaviva d’Aragona come orfanotrofio, nel 1660 fu trasformato in monastero di Clarisse. Dopo l’Unità d’Italia fu soppresso subendo negli anni numerosi cambi di destinazione d’uso. Attualmente il complesso è in fase di ristrutturazione per ricavarne un museo contadino e altri locali.

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Palazzo Ducale o "Castello"

Al centro del borgo antico vi è un altro complesso bisognoso di restauro: il Palazzo Ducale, denominato “castello”. Dal secolo XII è stato dimora dei feudatari. Sottoposto a numerosi rimaneggiamenti, interessante è il portale con bugnato alternato a punta di diamante d’ispirazione spagnola.

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Arco delle Ombre

L’arco delle ombre prese tale nome quando il borgo antico era scarsamente illuminato e, coloro che vi transitavano di sera portavano un lume, per cui da lontano si aveva la sensazione di vedere fantasmi in movimento.

Palazzo Convento delle Monacelle

Il Convento delle Monacelle sorse dall’adattamento di un antico palazzo appartenuto alla famiglia De Bellis. L’ultimo proprietario, don Domenico Console, donò l’edificio all’Orfanotrofio dell’Addolorata, dove furono istruite ed educate tante fanciulle orfane. L’edificio ospitò pure uno dei primi Conservatori di musica della provincia di Bari ed un convento di Suore Oblate.
Il complesso, di proprietà comunale, viene utilizzato per le manifestazioni culturali di un certo rilievo ed è destinato ad ospitare la Biblioteca Comunale ed una pinacoteca.

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Auditorium Chiesa dell'Addolorata

Annesso al Convento delle Monacelle vi è la chiesa dell’Addolorata o del “Sacro Cuore”, dallo stile architettonico barocco e dal campanile con cuspide a cipolla, utilizzata come auditorium.

Cimitero Militare Polacco "Korpusu"

Il cimitero militare polacco di Casamassima "Korpusu" (in polacco polski cmentarz wojenny w Casamassima) si trova a Casamassima, nei pressi della Strada Statale 100 e del complesso residenziale Barialto. Edificato nel 1944, è il primo e più importante cimitero militare polacco d'Italia.

I lavori di costruzione dell'edificio furono coordinati dal capomastro Fedele Camardella e iniziarono nel 1944.

Nel 1944, nell'attuale zona Padula e all'interno dell'attuale Scuola Elementare "G. Marconi", il Secondo Corpo di Spedizione dell'Esercito Polacco stabilì il più grande complesso sanitario polacco di tutto il Meridione. All'interno di esso venivano soccorsi i militari feriti nelle battaglie della Campagna d'Italia, molti dei quali provenivano dalle battaglie di Ancona, Bologna e quella di Montecassino.

Non tutti i feriti sopravvissero durante la degenza, quindi si è reso necessario costruire un cimitero a pochi chilometri di distanza. Esso custodisce le tombe dei 429 soldati polacchi caduti nei combattimenti lungo la Linea Gustav sul fiume Sangro o deceduti nell'ospedale militare di Casamassima e in altri ospedali di Bari e di Napoli.

A riprova del fatto che tra i soldati del Secondo Corpo non vi erano differenze di religione, le tombe cristiane, ortodosse, musulmane ed ebraiche si trovano tutte assieme. Le cristiane riconoscibili dalla croce in pietra, le ortodosse con la doppia croce, le musulmane con il simbolo della luna e stella, le ebraiche con la stella a sei punte.

Il cimitero ha una pianta rettangolare e non è diviso in settori interni, vi è un grande viale centrale che dall’ingresso arriva ad un grande altare in marmo sul quale si erge l'immagine della Madonna della Porta dell'Aurora di Vilnius.


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